Divieto di fumo nei locali pubblici e privati

Anche nei locali adibiti a ufficio privato la normativa sul divieto di fumo si applica, con conseguente sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro, in tutti i locali in cui deve accedere più di un lavoratore.

Questa è in tutta apparenza l'estensione della norma prevista dall'art. 51 della L. 3/2003. La posizione della circolare interpretativa è a nostro giudizio da condividere, in quanto la dizione "utenti" deve essere interpretata in modo ampio, come "utenti dei locali", e non come "utenti del servizio".

Effettivamente la norma non è chiarissima, tuttavia un'interpretazione restrittiva si impone a causa della necessità di tutela della salute dei lavoratori dipendenti, i quali debbono essere posti nella condizione di operare in un ambiente salubre, come imposto già a suo tempo dalla famosa l. 626/94 (ora Dlgs 52/2002).

Resta escluso l'obbligo di vietare il fumo nei locali ove non accedano altri utenti, e dunque nelle stanze "private" e nei locali separati che rispettino le indicazioni del DPCM 23 dicembre 2003 (GU n. 300 del 29-12-2003).

 

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